La forza dell’ascolto, prima della scrittura

Ci sono giorni in cui sei sommersa di lavori arretrati e non sai proprio da dove iniziare. Questi per me sono i momenti migliori per fermarsi e riflettere. Per mettere a fuoco quello che si fa e come lo si fa.

Oggi, per esempio, ho pensato a lungo a come il saper ascoltare, al di là dello scrivere, sia importante per il mio lavoro. Per permettermi di svolgerlo al meglio. O in modo diverso dal solito.

Quando vesto i panni di giornalista tecnica, entro nelle aziende, incontro manager altamente competenti nel loro settore, che in poco tempo devono trasferirmi informazioni spesso molto complesse. A livello di strategia aziendale, prodotti, applicazioni industriali.

Quello che in questi anni mi ha aiutato a capire, a scrivere e a comunicare, è stato proprio l’ascolto. Considerare chi ho davanti a me come una risorsa e qualcuno da cui imparare sempre qualcosa di nuovo. Qualunque sia l’argomento da raccontare.

Da questo modo di approcciarmi alle persone, che mi raccontano di loro e del proprio lavoro, sono sempre arrivate le soddisfazioni più grandi. Come vedere il mio articolo per Arredo e Design di Maggio, che parla dei filati per l’arredamento della filatura laniera biellese Safil, pubblicato sul loro sito aziendale.

Ho scoperto come nascono i filati, quali prodotti vengono utilizzati per i tessuti d’arredo e che la lana mohair più pregiata arriva da una capretta che vive in Sud Africa.

Questa esperienza, in un settore ancora nuovo per me, mi ha aiutato a credere ancora di più che si può scrivere di qualunque cosa, se (oltre a documentarti e a studiare, certo) impari ad ascoltare i messaggi, i bisogni e le esigenze, le storie di chi ti sta parlando.

È solo in questo modo che quello che scrivo è veramente utile per un cliente e per me, come professionista. Perché così non ho solo svolto un lavoro, ma ho aiutato qualcuno, ho imparato nuovamente, ho provato a raccontare qualcosa in modo speciale.