Scrivere per l’industria raccontando una storia

Quando ho iniziato a scrivere di automazione industriale, ho cominciato a studiare come una matta. Potenze, tempi ciclo, velocità di lavoro, modalità operative in stand-by e così via. Perché per scrivere un comunicato stampa, un articolo o una scheda prodotto erano necessari sempre il massimo della precisione e della chiarezza. E possedere quello che si chiama ‘gergo tecnico’.

Ma con il passare dei mesi, vistando le aziende, conoscendo di persona le tecnologie e soprattutto parlando con chi le aveva progettate o installate, ho potuto fare pace con i numeri e le parole strane. E soprattutto ritornare a fare quello che avevo sempre fatto anche per altri settori: la storyteller. Ovvero, quella che racconta. Anche la loro storia.

Questa esperienza mi ha fatto imparare molte cose del mondo industriale in cui stavo lavorando. E in cui lavoro ancora oggi, come copywriter, giornalista e content editor freelance.

Non bisogna essere dei tecnici per scrivere di “cose tecniche”. Basta provare a capirle e cercare di spiegarle in modo semplice e chiaro.

La scrittura tecnica è solo in parte studio e documentazione. Innanzitutto è importante comprendere il perché di un processo industriale o del funzionamento di un macchinario. A cosa serve, a chi e per quale motivo. Questa è la conditio sine qua non per poter provare a raccontarlo, con parole non-tecniche, agli altri. Anche a chi tecnico non è.

Chi scrive per l’industria è prima di tutto un comunicatore.

I tecnici conoscono a fondo la tecnologia. Il copywriter e il giornalista, le parole giuste per comunicarla al mondo. Ecco perché, che si parli di un robot antropomorfo o di un frullatore, è sempre bene ricordare che entrambi sono oggetti nati dall’ingegno umano, per rispondere ad una necessità di mercato. Ed è anche – e soprattutto – questo che va spiegato.

Ogni prodotto ha una storia affascinante, che vale la pena di essere raccontata.

Spesso le aziende si limitano a divulgare informazioni sulle proprie tecnologie, parlando di prestazioni, valore aggiunto, caratteristiche tecniche. Dimenticando di dire una cosa importantissima: come questi questi prodotti sono nati e che servono per produrre cose di uso quotidiano. Un cibo in scatola, lo spazzolino da denti, la fibbia della propria cintura o il cruscotto dell’auto. Oggetti che riempiono comunemente le nostre case e le nostre giornate.

Ed è  per questo motivo che io li racconto così.

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